Coronavirus, Gruppo Aura: niente soluzioni fai-da-te per la temperatura dei dipendenti

Coronavirus, Gruppo Aura: niente soluzioni fai-da-te per la temperatura dei dipendenti

Per la rilevazione della temperatura a dipendenti, fornitori e visitatori, le imprese dovranno e potranno dotarsi di sistemi automatici, purché questi rispettino le indicazioni del Ministero della salute e delle istituzioni competenti in materia di privacy.

L’emergenza che il Paese sta vivendo e i provvedimenti emanati dal Governo per il contenimento del contagio da coronavirus non giustificano coloro che metteranno in atto controlli indiscriminati che potrebbero appunto ledere la privacy degli individui.

Per questo motivo Gruppo Aura, in partnership con Vodafone Italia, propone un sistema automatico e non invasivo, pienamente conforme con la normativa GDPR, per prevenire l’accesso all’interno di ambienti chiusi, come centri commerciali, uffici pubblici, grandi magazzini, negozi… da parte di persone con una temperatura corporea superiore alla norma o in assenza di mascherina (DPI).

La soluzione Body Temperature proposta da Gruppo Aura è in grado, nel pieno rispetto della privacy e dei DPCM emanati dal Governo, di rilevare la temperatura di un singolo individuo o di più soggetti contemporaneamente (fino a 30 persone), con una precisione di +/-0,3° C. Ed è inoltre in grado di generare un allarme acustico/visivo in caso di rilevazione di temperature superiori alla soglia impostata (37,5°C) o in assenza di mascherine.

Tutte le soluzioni anti Covid-19 proposte (“Body Temperature Screening Base” e “Multitemperature Screening”) vengono consegnate chiavi in mano, e i clienti che si affidano a Gruppo Aura sono seguiti in tutte le fasi di installazione e configurazione iniziale del servizio.

Gruppo Aura Press

Cellulare all’estero: tutto quello che avreste voluto sapere, ma che non avete mai osato chiedere

L’uso del cellulare all’estero ha sempre evocato, nell’immaginario collettivo, scenari apocalittici: il terrore di ritrovarsi con i costi telefonici fuori controllo. Anche oggi, nonostante siano cadute certe barriere, molti temono di usare lo smartphone fuori dai confini nazionali per paura di andare incontro a una spesa elevata. Vediamo perché non è più così.

Roaming: utilizzare il cellulare nell’Unione europea

Il 15 giugno 2017 rappresenta una data storica per la telefonia mobile, perché è il giorno esatto in cui è stato abolito il roaming – i costi extra per l’uso del cellulare all’estero – all’interno dei 28 Stati membri dell’Unione europea.

Tuttavia, ancora oggi, a distanza di oltre due anni dall’introduzione di questa novità, che ha fatto esultare che viaggia spesso all’estero, un po’ meno le compagnie telefoniche, c’è ancora molta confusione tra i clienti della telefonia aziendale, sui meccanismi che regolano l’uso del cellulare fuori dai confini nazionali.

Vediamo quindi insieme un breve ripasso delle regole, così da evitare sgradevoli sorprese nel conto telefonico. Ignorantia legis non excusat.

Quali e quanti sono i paesi compresi nell’Unione europea

Cominciamo col vedere quali e quanti sono effettivamente i paesi che un operatore come Vodafone, ad esempio, fa rientrare nell’Unione e nel vostro diritto di utilizzare il cellulare in queste zone come se foste in Italia. Eccoli qua, signore e signori.

Lista dei paesi compresi nell’Unione europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Caraibi Francesi, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gibilterra, Gran Bretagna, Grecia, Guernsey, Guyana Francese, Irlanda, Islanda, Jersey, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta (escluso Malta Marittimo), Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Réunion, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Notate qualcosa? Per ora lasciate stare, ci torneremo dopo a questa lista.

Quello che dovete sapere è che in tutti questi paesi i minuti, gli SMS e i Giga inclusi nella vostra offerta possono essere utilizzati come se foste nel salotto di casa vostra a Cernusco sul Naviglio. O quasi.

“Ma sempre nel rispetto delle politiche di utilizzo corretto”.

Questa dicitura, che tutti gli operatori inseriscono nelle loro condizioni contrattuali, sta ad indicare che vi dovete scordare di andare, col vostro telefonino italiano, a sollazzarvi nella Guyana Francese per 6 mesi all’anno poiché violereste le suddette politiche di utilizzo corretto. E la tintarella vi costerebbe cara.

Ecco cosa recita Vodafone in proposito sull’uso del telefonino in Europa:

Per usufruire della Sua tariffa nazionale anche all’interno dei paesi della Unione europea dovrà:

  • Provare di avere un legame stabile con l’Italia (c.d. stable link), qualora venisse richiesto, dimostrando di avere una P. IVA Italiana e la sede legale in territorio nazionale.
  • Rientrare nei limiti di utilizzo corretto del traffico dati stabiliti dal Regolamento per i piani con traffico dati incluso (c.d. Fair Usage Policy).
  • Utilizzare il servizio in modo non anomalo o abusivo. A tal fine il regolamento stabilisce che gli operatori monitorino che la presenza del cliente sul territorio nazionale sia prevalente rispetto alla sua presenza in Europa, e che il traffico roaming effettuato dal cliente in Europa, all’interno di un arco temporale continuo di almeno quattro mesi, sia usufruito in misura inferiore al 50 % del traffico totale effettuato. (c.d. Monitoring).

È tutto chiaro? Cristallino, direi. Qualora non rispettaste questi parametri, Vodafone (così come tutti gli altri operatori) potrebbe applicare un sovrapprezzo ai servizi in roaming anche se vi trovate all’interno della Ue.

Ma torniamo alla lista dei paesi compresi nell’Unione europea. Vi siete accorti che alla lettera “S” ne manca uno molto vicino a noi? Esatto, la Svizzera non è inclusa e se vi recate spesso in quel paese fate attenzione che il vostro piano tariffario includa gli amici elvetici perché, di base, il traffico voce e dati in quell’area è a pagamento.

Cosa sono e come vengono tariffate le chiamate internazionali

Questo è il tema su cui noto c’è maggior confusione. Cercherò quindi di semplificare al massimo l’argomento, ma senza tralasciare dettagli importanti.

Allora, cominciamo col dire che le chiamate internazionali sono tutte quelle telefonate che partono dall’Italia verso un qualunque paese straniero: Ue o extra Ue. Fin qui tutto facile.

Ma se dall’Italia chiamate un cellulare italiano che si trova, per esempio, a Parigi: questa è considerata una chiamata internazionale? No! Non è una chiamata internazionale e a voi non costa nulla, in qualunque parte del mondo si trovi codesto cellulare italiano che state contattando: Parigi, Berlino, Sudafrica…

Le chiamate internazionali sono quelle che prevedono una telefonata verso un numero di rete fissa o di rete mobile straniero.

Se invece di chiamare il cellulare del vostro amico italiano che si trova a Parigi, aveste chiamato il centralino dell’Hotel Ritz, dove egli alloggia (il vostro amico è uno che se la passa bene), allora sì che avreste effettuato una chiamata internazionale.

Ma non avreste comunque speso un centesimo perché Parigi rientra nei paesi dell’Unione e tutte le telefonate all’interno dell’Unione, come ormai avrete capito, sono incluse nel vostro piano tariffario italiano. E se questo piano prevede una tariffa flat, potrete tranquillamente fare nottata al telefono col vostro amico.

Diverso è se effettuate una chiamata internazionale verso un paese fuori dall’Unione (telefonate extra Ue). Se per lavoro, o per piacere, fate spesso chiamate verso numeri di rete fissa o di rete mobile stranieri, allora assicuratevi di avere una tariffa telefonica che comprenda questo tipo di traffico. Le soluzioni ci sono e sono alla portata di chiunque, ormai.

Il roaming entrante e il roaming uscente fuori dall’Unione europea

Ecco, qui le cose cominciano a complicarsi un po’, ma niente paura. Se in Europa, come abbiamo visto, potete scorrazzare liberamente col vostro cellulare come foste in Italia, fuori dall’Europa invece siete soggetti ai costi di roaming, i quali variano da operatore a operatore e da paese a paese.

Un elemento da tener sempre presente, che a quanto pare a molti sfugge, è che fuori dalla Ue si paga anche per le telefonate ricevute: roaming entrante. Ergo, il roaming uscente sono le telefonate che fate voi.

Sì, anche se chiamate un cellulare italiano siete soggetti al roaming uscente; sì, anche se vi chiama mammina per sapere come state, lei non paga nulla, ma voi pagate il famigerato e fastidiosissimo roaming entrante. A meno che non abbiate attivato un’opzione che vi copra per il traffico telefonico extra Ue.

Roaming in Nave: quello che non ti aspetti

Vediamo ora una situazione un po’ al limite, se vogliamo, ma su cui vi invito a mettere una punta di attenzione.

Ogni volta che nell’anima vi scende come un novembre umido e piovigginoso e decidete che per farvi passare il malumore e la malinconia ci starebbe bene una bella crociera, sappiate che in questo caso sarete soggetti al Roaming in Nave.

Con questo servizio potrete utilizzare il vostro fidato cellulare per effettuare e ricevere chiamate, inviare e ricevere SMS o navigare in Internet mentre siete in traghetto o vi trovate su una splendida nave da crociera. C’è solo un piccolo dettaglio: usare il cellulare in queste situazioni ha un costo non indifferente.

Ogni operatore ha le sue offerte, ma mediamente è una comodità piuttosto onerosa. Quello che forse non sapete e se anche lo sapete vale la pena ricordarlo, è che il Roaming in Nave (quella “R” che improvvisamente vi compare sul display del telefonino) scatta anche se siete fermi, ancorati in un porto italiano e alla portata di un ripetitore terrestre.

In sostanza, quando mettete piede su una nave da crociera, l’unico modo per sfuggire al roaming in nave e al suo salasso è quello di disattivare questa funzione agendo direttamente sulle impostazioni del telefonino.

Gruppo Aura Press

5 + 1 Vero o Falso sulla telefonia che anche gli addetti ai lavori spesso ignorano

Anche per chi lavora nelle telecomunicazioni da molti anni, stare al passo con tutte le novità tecnologiche, i regolamenti e le delibere che riguardano questo settore non è semplice. Figuriamoci per un normale utente, che oltre a selezionare le notizie davvero rilevanti deve anche imparare a riconoscere e schivare le fake news. Ecco il perché di questo articolo e dei 5 + 1 Vero o Falso sulla telefonia.

1. Quando aumentano le tariffe è possibile cambiare operatore senza pagare penali

VERO. Gli operatori possono sempre rivedere le tariffe, e quando lo fanno esercitano un diritto sancito dallo Ius Variandi. Con questa locuzione latina si indica il potere, previsto dai contratti, che viene attribuito a un solo soggetto (l’operatore di telefonia), il quale ha la facoltà di ritornare sulle scelte fatte ed effettuarne delle altre.
Tradotto: quando vi vendono un piano tariffario (rete fissa o mobile) e dopo pochi mesi dal contratto sottoscritto ricevete una comunicazione che vi avvisa di un aumento imprevisto del canone, ecco, quello è un tipico esempio di Ius Variandi. In volgare potremmo tradurlo con “Diritto alla variazione“. Nel gergo tecnico degli operatori di telefonia, questa pratica va sotto il nome “Modifica Unilaterale delle Condizioni di Contratto“.
Gli operatori, in sostanza, hanno la possibilità di modificare le condizioni economiche del vostro abbonamento anche prima della naturale scadenza, che normalmente è di 24 mesi. Ma sono obbligati a comunicare queste variazioni tariffarie e a concedervi 30 giorni di tempo per cambiare compagnia telefonica senza incorrere in penali o altri costi di disattivazione.

2. Cambiare operatore prima della scadenza contrattuale comporta l’obbligo di pagare in un’unica soluzione tutte le rate dei cellulari o di altri dispositivi acquistati con lo stesso

FALSO. L’Agcom ha di recente stabilito, con le nuove LINEE GUIDA SULLE MODALITÀ DI DISMISSIONE E TRASFERIMENTO DELL’UTENZA NEI CONTRATTI PER ADESIONE (ALLEGATI A/B ALLA DELIBERA N. 487/18/CONS), che gli operatori di telefonia devono concedere la possibilità ai loro clienti (persone fisiche e giuridiche) di poter continuare a pagare a rate i cellulari o altri dispositivi acquistati congiuntamente al servizio principale.

Allegato A VII. 29:

La conversione di un pagamento rateizzato in un pagamento in un’unica soluzione per un ammontare pari alla somma delle rate residue potrebbe incidere sulla scelta di un utente che intende recedere dal contratto al punto che questi, per non incorrere in tale pagamento, potrebbe decidere di continuare ad avvalersi della prestazione corrente, anche se sul mercato sono presenti offerte caratterizzate da condizioni economiche o tecniche migliori, limitando significativamente l’esercizio del diritto di recesso. […]. Per tale ragione, gli operatori devono sempre concedere agli utenti che decidono di recedere anticipatamente dal contratto la facoltà di scegliere se continuare a pagare le rate residue ovvero pagarle in un’unica soluzione. Solo in questo modo all’utente sarà garantita la piena libertà di recedere dal contratto.

3. In caso di guasto prolungato alla linea telefonica si ha diritto a un indennizzo

VERO. Ma anche se vi hanno attivato in ritardo la nuova linea telefonica dell’ufficio/negozio, avete diritto a un indennizzo; se è da diverse settimane che aspettate il trasloco del vostro impianto telefonico ma nessuno si fa vivo, avete diritto a un indennizzo; se hanno commesso un errore nell’inserire il vostro numero di telefono o il vostro nome in elenco, avete diritto a un indennizzo.

Chi lo dice? La Carta dei Servizi, il documento più snobbato della telefonia; ma quello a cui dovreste invece prestare più attenzione. Perché quando le cose non vanno per il verso giusto (e con le telecomunicazioni succede spesso) è nella Carta dei Servizi che troverete il modo di farvi valere. Ogni operatore ha la sua Carta dei Servizi e le sue regole. Quando firmate un nuovo contratto per la telefonia aziendale, prendete visione di questo importante documento. È nel vostro interesse.

4. Gli operatori sono tutti uguali

FALSO. In pochi sanno che nella telefonia (ma non solo in questo settore) esistono meccanismi di valutazione delle performance degli operatori. Questi “indicatori di qualità” sono strumenti introdotti da AGCOM, e sono a disposizione del pubblico per farsi un’idea precisa della qualità dei servizi erogati dalle compagnie telefoniche.
Gli indicatori presi in esame da AGCOM sono parecchi, quelli qui riassunti sono i più importanti, quelli che permettono di conoscere e confrontare i diversi operatori per essere certi di aver stipulato un contratto per la telefonia aziendale all’altezza delle vostre aspettative. Fate sempre un confronto prima di dire “Sì” al vostro nuovo partner per le telecomunicazioni, le sorprese non mancheranno:

  • Tempo per l’attivazione del servizio di fonia voce.
  • Tempi di risposta del servizio clienti.
  • Reclami sugli addebiti.
  • Accuratezza della fatturazione.
  • Probabilità di mantenimento della connessione.
  • Probabilità di trasferimento degli SMS al centro SMS.
  • Tempo di riparazione dei malfunzionamenti.
  • Tasso di malfunzionamento per linea.
  • Tempo di fornitura dell’allacciamento iniziale.

5. Cambiare operatore mobile è difficile e si rischiano disservizi

FALSO. Non solo è facile, ma ci sono momenti dell’anno in cui è più conveniente. Dicembre, marzo, luglio sono i mesi in cui gli operatori sfornano le promozioni più invitanti. Dicembre perché TIM chiude l’anno fiscale; marzo perché lo chiude Vodafone; luglio perché tutti pensano alle ferie e non alla telefonia. Tuttavia, quando parliamo di contratti per la telefonia aziendale, ci sono cose che è bene sapere. Cose da NON fare.

Come ad esempio chiamare i vari Call Center TIM, Vodafone… rischi di smarrirti tra le opzioni del tipo: premi 1, premi 2, premi 3… Andare in un negozio: i negozi vanno bene per i privati che possono permettersi il “lusso” di stare in coda insieme a casalinghe e pensionati ad aspettare il proprio turno come fossero dal dottore. Chiedere all’amico dell’amico di mandarti una persona fidata (cugini e amici possono fare più danni di un blackout), la telefonia aziendale è troppo importante per affidarla al primo che passa.

Allor che fare? Le aziende possono contare su un canale privilegiato e pensato appositamente per loro: le Agenzie di telefonia. Per i miei clienti, ad esempio, io ho scelto di lavorare con il Gruppo Aura: Agenzia Business Partner Vodafone, i cui numeri parlano da soli. Qualcuno obietterà che anche gli altri operatori hanno le loro belle agenzie. Sacrosanto! L’importante è scegliere bene. Perché i lupi della telefonia si possono trovare ovunque.

6. Vodafone ha la miglior copertura di rete mobile

UNA VOLTA, FORSE. Ok, ok lasciate che mi spieghi. Forse non lo sapete ma è di pochi giorni fa la notizia, per certi versi clamorosa (visti i soggetti protagonisti di questa impresa), della nascita della towerco più grande e importante del Paese. Tim e Vodafone in pratica hanno messo a fattor comune le loro migliori risorse tecnologiche siglando un accordo che darà vita a un colosso con oltre 22.000 torri (chiamatele pure antenne).

L’Ad di Vodafone Italia, Aldo Bisio, ha dichiarato in proposito:

“Questo accordo consente di accelerare la strategia di sviluppo del 5G a beneficio dei nostri clienti e dell’intera comunità. Il 5G rappresenta una infrastruttura chiave per la modernizzazione del Paese. Una piattaforma tecnologica che apre la strada a una nuova era di servizi che renderanno più efficienti i modelli di business e miglioreranno la produttività di tutte le filiere, creando i presupposti per una economia digitale più competitiva. Il modello di condivisione valorizza i vantaggi del 5G e allo stesso tempo riduce l’impatto sull’ambiente e i costi di implementazione, consentendo maggiori investimenti in servizi per i clienti”.

Ecco perché se è vero che fino a ieri Vodafone poteva vantare una superiorità, riconosciuta anche dai concorrenti, in termini di copertura e velocità della rete 4G, oggi non ha più senso fare questo tipo di distinzioni. Anzi, un’operazione di condivisione di questo tipo dovrebbe essere vista con favore poiché presenta innumerevoli risvolti positivi, soprattutto per quei cittadini e per quelle imprese che vivono e operano nelle aree rurali del Paese e che per questo soffrono maggiormente il divario tecnologico rispetto ai grandi centri urbani.

 

Gruppo Aura Press

“La circolazione internazionale delle opere d’arte”, convegno di apertura dell’Anno Giudiziario 2019. Il Gruppo Aura sponsor dell’evento

Il Gruppo Aura sarà presente, in veste di sponsor, al convegno organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Milano, dal tema “La circolazione internazionale delle opere d’arte”, che si terrà a Palazzo Reale il 25 gennaio e che rappresenta il convegno di apertura dell’Anno Giudiziario 2019.
Al termine del convegno i referenti Aura saranno a disposizione dei partecipanti per illustrare le soluzioni Vodafone dedicate per gli appartenenti all’Ordine degli Avvocati.

Gruppo Aura Press

Cinque buoni consigli per ottenere solo il meglio dalla telefonia aziendale

Siamo sinceri, le compagnie telefoniche (tutte) non godono di grande stima da parte dei consumatori, purtroppo. Le denunce e i reclami per disservizi e anomalie contrattuali sono all’ordine del giorno in questo settore; I CORECOM (Comitati Regionali per le Comunicazioni) e le associazioni dei consumatori, sono spesso chiamati a dirimere complicate controversie, e anche sui social network non è raro imbattersi in accese contestazioni e aspre polemiche quando si parla di telefonia. Ma è anche vero il contrario: e cioè che ci sono milioni di clienti pienamente soddisfatti dei servizi per le telecomunicazioni. Questi i cinque fattori che per loro hanno fatto la differenza.

 1

#1 VELOCITÀ DELLA RETE MOBILE

Siamo in piena era low cost. Iliad, Kena Mobile, Ho.Mobile, Poste Mobile, sono gli operatori più noti che operano in questo segmento di mercato. Diversi clienti (soprattutto privati) hanno scelto di affidare le loro comunicazioni in mobilità ai cosiddetti Operatori Mobili Virtuali (MVNO). Niente di male, intendiamoci, ma il modello di business su cui queste compagnie basano l’attività, impone loro di ridurre all’osso, e per ragioni facilmente comprensibili da chiunque, i servizi alla clientela. E quando si parla di velocità, stabilità ed efficienza della rete mobile, è bene sapere che i contratti degli MVNO spesso non prevedono l’uso del 4G (e tantomeno del 5G che arriverà entro 24 mesi), o dove anche fosse disponibile, come con Ho.Mobile ad esempio, l’ampiezza di banda viene ridotta e risulta difficile ottenere prestazioni degne di nota. Ergo, visto e considerato che la velocità della rete mobile sarà sempre di più un fattore determinate, meglio evitare i MVNO nei contratti per la telefonia aziendale. Sul sito di OpenSignal è disponibile l’ultimo report aggiornato a ottobre 2018 sullo stato delle reti mobili italiane. Qui ci si può rendere conto delle differenze tra i vari gestori.

#2 I CONTRATTI PER LA TELEFONIA AZIENDALE

Offerte commerciali poco chiare, impegni presi e non mantenuti, sconti promessi e mai concessi… insomma, il campionario di scorrettezze commerciali che ammorba il settore della telefonia aziendale (ma anche personale, direi) è piuttosto variegato. Tuttavia, anche qui esistono delle regole che se osservate vi permetteranno di ridurre al minimo il rischio di incappare in brutte sorprese. Vediamole. Regola numero uno: niente proposte sulla “carta del formaggio”, zero foglietti scarabocchiati a manina, che si prestano a mille interpretazioni, ma pretendete sempre offerte di telefonia stampate su documenti ufficiali della compagnia telefonica a cui vi siete rivolti. Regola numero due: pima di accettare una proposta ricevuta per telefono, chiedete di visionare tutto il materiale informativo inerente l’offerta che vi stanno facendo; e se questo non fosse possibile, consultatevi con il commerciale che ha in gestione il vostro contratto di telefonia aziendale. Non ce l’ho con i Call Center, ma è già difficile capirsi di persona, figuriamoci al telefono. Motivo per cui sconsiglio sempre la sottoscrizione di contratti e servizi per la telefonia aziendale attraverso questo canale.

#3 I CALL CENTER DEGLI OPERATORI

Se c’è un’attività che invece è fondamentale per la buona gestione di un contratto di telefonia aziendale è quella che viene fornita dai Call Center dei vari operatori. Ecco, in questi casi è bene affidarsi a una compagnia telefonica in grado di fornire un supporto post-vendita facilmente raggiungibile (molte lamentele, infatti, si concentrano proprio su questo aspetto del servizio). Alcuni operatori sono strutturati più di altri proprio per eliminare la difficoltà di entrare in contatto con il Call Center dedicato. È il caso ad esempio di Vodafone, che supporta la clientela attraverso diversi canali: app , sms, sito internet, chat, social network. E tutti molto efficienti e reattivi. La stessa cosa non si può dire del Servizio Clienti di alcuni MVNO che, per contenere i costi di gestione, innalzano infinite barriere allo scopo di impedire alla clientela di ricevere un supporto adeguato. Supporto che evidentemente ha un peso sui loro bilanci che non possono e non vogliono sostenere.

#4 LE TARIFFE PER TRAFFICO VOCE E DATI EXTRA EUROPA

Oggi è tutto più semplice che in passato, quando le Telco avevano in portafoglio decine di tariffe diverse e il lavoro del consulente di telefonia consisteva proprio nell’individuare il piano più adatto alle esigenze dell’imprenditore. Quasi tutti gli operatori hanno solo quattro o cinque profili tariffari e questi si differenziano per la quantità di gigabyte disponibili. Scegliere la tariffa idonea alle proprie esigenze è diventato più facile. Ciò che conta però, e che alcuni sottovalutano, è la possibilità di usufruire di una buona rete telefonica anche fuori dai confini nazionali; e non tanto in Europa, dove grazie alle nuove regole comunitarie e a reti moderne ed efficienti è possibile utilizzare il cellulare senza troppe preoccupazioni, ma nel resto del mondo, dove sarebbe opportuno appoggiarsi a operatori che garantiscono un’estesa rete in termini di accordi di roaming, per non rischiare di trovarsi nell’impossibilità di utilizzare lo smartphone (evento frequente con gli Operatori Mobili Virtuali).

#5 LA GESTIONE DEL CONTRATTO DI TELEFONIA AZIENDALE

Questo è forse l’aspetto più delicato di tutta la faccenda perché quasi la totalità dei contratti di telefonia per piccole e medie imprese in Italia oggi è in gestione alle agenzie di telefonia. E prima di valutare una proposta commerciale di una di queste strutture, sarebbe opportuno fare un minimo di lavoro di “intelligence” per capire se la rete commerciale di cui si avvalgono gode di una buona reputazione ed è in grado di gestire nel migliore dei modi il contratto che vi apprestate a sottoscrivere. Perché, spiace dirlo, ma molti dei problemi nella telefonia che gli imprenditori lamentano sono imputabili a una cattiva gestione proprio da parte di certe agenzie.

Ecco gli elementi che dovreste prendere in considerazione:

  • Lo storico dell’agenzia è sicuramente un indicatore di serietà. Da quanti anni opera?
  • La tipologia del mandato (esclusivo o plurimandatario: eviterei i broker) e gli anni di continuità con lo stesso operatore.
  • Il turnover aziendale. Non facile da valutare nei dettagli, ma si può sempre cercare di informarsi, nell’ambiente bastano un paio di domande per raccogliere i dati che ti servono.
  • La formazione aziendale. Quanto investe sulla formazione dei commerciali l’azienda? Investire in formazione seria e qualificata è un beneficio per l’azienda e per i clienti. Nel settore della
    telefonia aziendale un venditore formato è a tutti gli effetti un consulente preparato in grado di individuare la soluzione migliore per il cliente.
  • Cercare informazioni online, la rete aiuta a scoprire gli scheletri nell’armadio, basta una ricerca veloce con la ragione sociale dell’agenzia per vedere se viene menzionata in qualche controversia legale o se è oggetto di lamentele da parte di clienti insoddisfatti.
  • Trasparenza online. Tutto quello che l’agenzia comunica online attraverso il sito, il blog, i profili professionali LinkedIn dei suoi venditori.

Se l’agenzia non ha nulla da nascondere, non dovreste avere difficoltà a reperire queste informazioni.
Chi non si espone invece ha spesso qualcosa che non vuol far sapere. E di solito non sono cose di cui
andare fieri.

Gruppo Aura Press

Fibra ottica: quella vera ha il bollino verde

Fibra ottica: quella vera ha il bollino verde

Siamo il Paese dei bollini e delle certificazioni. Dai prodotti alimentari alle creme di bellezza; dai processi aziendali agli elettrodomestici; dalle acque costiere ai vini, un attestato di qualità è ormai richiesto per ogni cosa. E anche la fibra ottica – come succede con certe banane – ha il suo bollino di qualità, anzi i suoi bollini, perché ce ne sono di diversi colori e ognuno di questi ha un significato preciso. Vediamo quale.

 1

COME NASCE L’USO DEI BOLLINI PER LA FIBRA OTTICA

Le tecnologie a banda ultra-larga (banda ultra-larga = tecnologie di rete che permettono di offrire collegamenti a Internet da 30MBit/s fino a oltre 1GBit/s), rappresentano ormai un fattore chiave per il progresso, lo sviluppo e la competitività di un paese. E Le imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica (TIM, Vodafone, WIND… sono fra questi) accessibili al pubblico hanno il dovere di fornire informazioni chiare e trasparenti in merito alle caratteristiche dell’infrastruttura fisica utilizzata per l’erogazione dei loro servizi.   

Tradotto: fammi capire, cara compagnia telefonica, che tipo di collegamento ADSL o in Fibra Ottica mi stai vendendo.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), che ha il compito di vigilare sull’attività delle compagnie telefoniche, ha ritenuto quindi che l’uso dei bollini colorati per identificare il tipo di architettura attraverso la quale le stesse compagni erogano i loro servizi possa migliorare le informazioni agli utenti in merito alle caratteristiche tecniche dell’offerta e di conseguenza alla corrispondente qualità del servizio.

I BOLLINI PER LA FIBRA OTTICA, QUELLA VERA 

Sono di tre colori e a ogni colore è associata una o due lettere: “F”; “FR”; “R”.

2

Lettera “F” su sfondo verde

2

Sta ad indicare il collegamento internet più veloce, qui siamo in presenza di fibra ottica pura al 100%. Questo tipo di collegamento internet, che in gergo tecnico si chiama FTTH o FTTB (fiber to the home o fiber to the builidng) è in grado di offrire le prestazioni migliori. Con velocità teoriche nell’ordine dei gigabit. Attenzione, però, perché nel caso di fibra fino all’edificio (FTTB), anche se AGCOM ha stabilito che gli operatori possono definirla fibra pura, potrebbe esserci comunque presenza di rame o altra tecnologia per arrivare effettivamente fino al router del cliente.

Lettera “FR” su sfondo giallo

1

 

Questo tipo di connettività è attualmente quella più diffusa fra privati e piccole medie imprese. La sigla che la contraddistingue (FTTC: fiber to the cabinet) sta ad indicare un collegamento misto Fibra-Rame. Lo si riconosce abbastanza facilmente nelle nostre città per la presenza di armadi come quelli nell’immagine qui sotto.

gruppoaura1

La fibra, in questi casi, parte dalla centrale e arriva fino all’armadio in strada. Ma dall’armadio al router di casa tua o della tua attività, Internet viaggia sul classico doppino di rame. Le prestazioni con questo tipo di collegamento risentono molto della distanza tra l’armadio e il router: più è elevata, maggiore sarà il degrado della linea.

Sempre con lettera “FR” su sfondo giallo, AGCOM ha marchiato anche quei collegamenti misti fibra-ponti radio. Senza voler scendere troppo nel tecnico, sono configurazioni che permettono velocità fino a 200Mbs e che si avvalgono appunto della tecnologia wireless dei ponti radio.

Lettera “R” su sfondo rosso
Rame o Radio. Sono le connessioni internet più lente, con profili fino a 30Mbps. In molte zone del paese sono ancora quelle più diffuse.

QUALI EFFETTI PRODURRA’ L’USO DEI BOLLINI PER LA FIBRA

Operatori e AGCOM dovranno sperimentare gli effetti di questo nuovo regolamento direttamente sul campo, perché alcuni punti non sono affatto chiari in quanto esistono notevoli differenze fra connessioni appartenenti alla stessa famiglia, come accade ad esempio con l’architettura di tipo FTTC.

Tuttavia, le compagnie telefoniche saranno d’ora in poi obbligate a una maggior trasparenza e cautela nel definire fibra ottica quei servizi che si basano su tecnologie miste. E il nuovo regolamento AGCOM imporrà comunque un cambiamento significativo anche sotto il profilo commerciale: chi deciderà di continuare a vendere servizi su rame o rame misto fibra, in zone coperte da tecnologia FTTH/FTTB, sarà obbligato a rivedere al ribasso le tariffe dei suoi servizi, o ne pagherà le conseguenze in termini di clientela.

Ricordo poi che l’uso dei bollini per distinguere la fibra ottica è sperimentale e terminerà il 31 dicembre 2018.

Gruppo Aura Press

5G: cos’è, come funziona e perché non potremo farne a meno

È l’argomento del giorno. Le compagnie telefoniche stanno investendo miliardi di euro per “l’acquisto” delle licenze che permetteranno loro di fornire servizi per le comunicazioni che sfruttano il 5G per la trasmissione dei dati. Vediamo il perché.

“È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. SIM 4G, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua e rivivrai l’incubo della connessione lenta. SIM 5G, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant’è veloce internet nella tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità. Ricordalo. Niente di più.”

Non me ne vogliano i fratelli Wachowski se riscrivo a modo mio e per fini puramente commerciali, il famoso confronto tra Morpheus e Neo – i due personaggi principali del film Matrix – per spiegare come, in futuro molto prossimo, potrebbe svolgersi un ipotetico dialogo tra un commerciale che vende servizi avanzati per la telefonia aziendale e un potenziale cliente di una compagnia telefonica sprovvista della tecnologia 5G.

Cos’è il 5G e cosa si intende con questo termine

Gli operatori di telefonia hanno investito già oltre 5 miliardi di euro per aggiudicarsi i primi lotti delle frequenze 5G. L’asta che si sta svolgendo proprio in questi giorni ha visto, alla data del 25 settembre scorso, queste prime assegnazioni:

5g

Al momento in cui scrivo non si è ancora conclusa la procedura di assegnazione di tutte frequenze disponibili per il 5G. Gli operatori, che si stanno dando battaglia a colpi di rilanci da centinaia di milioni di euro, sono Iliad Italia S.p.A., Fastweb S.p.A., Wind 3 S.p.A., Vodafone S.p.A. e Telecom Italia S.p.A..

Nella nona giornata d’asta, che si è tenuta appunto lo scorso 25 settembre, la competizione delle compagnie telefoniche si è concentrata sulla banda 3700 MHz, raggiungendo un ammontare complessivo pari a 2.947.540.000,00 euro. L’ammontare totale delle offerte fatte finora ha così raggiunto quota 5.151.142.258,00 euro.

Ma veniamo al significato del nome. 5G (acronimo di 5th Generation) sta ad indicare semplicemente i servizi per la telefonia mobile di quinta generazione; così come il 4G, lo standard più diffuso in questo momento, fa riferimento ai servizi per la telefonia mobile di quarta generazione.

Perché è così fondamentale il 5G 

In Italia abbiamo circa 100 milioni di cellulari attivi, quasi due a testa: 34 milioni sono gli smartphone. E gli smartphone, come sanno tutti, fanno più cose, molte più cose di un comune cellulare (gli addetti ai lavori inorridiranno di fronte a queste mie semplificazioni. Ma sappiano, gli esimi colleghi, che non scrivo per loro, ma per le moltissime persone che di tecnologie per le telecomunicazioni sanno poco, nonostante queste siano così diffuse).

Possiamo dire che gli smartphone più evoluti ci permettono di fare una quantità di cose paragonabili a quelle che siamo abituati a fare con un Personal Computer. Ci permettono di compiere ricerche sul WEB su ogni argomento di nostro interesse, ci fanno da navigatore satellitare durante i nostri tragitti in automobile, sono un perfetto sostituto dell’agenda cartacea e non dimenticano mai di ricordarci gli appuntamenti personali o di lavoro; ci intrattengono nei momenti liberi con i famigerati giochini, che gli adolescenti (ma anche molti adulti) tanto amano; sono formidabili lettori musicali, possono contenere migliaia di libri in formato digitale e molto, molto altro ancora.

Gran parte di queste operazioni per essere compiute, però, hanno bisogno del WEB, di Internet, della Rete. E più la rete è veloce, meglio è. Ed è qui che entra in gioco la tecnologia 5G, che gli smartphone di prossima produzione, abbinati alla SIM di un operatore che ha in licenza una o più frequenze per il 5G, saranno in grado di sfruttare appieno per consentirti di viaggiare molto più velocemente e in modo efficace sul WEB.

Tuttavia, il 5G sarà determinante per molte altre tecnologie, che qui accenneremo solamente. Abbiamo tutti sentito parlare in questi anni di IoT (Internet delle cose), blockchain, pagamenti digitali, big data e intelligenza artificiale, tutte applicazioni queste che si basano sullo scambio di dati in rete e che necessitano di una tecnologia di trasmissione veloce ed efficiente.

Il 5G per aziende e consumatori

Come abbiamo visto, i campi di applicazione della tecnologia 5G sono davvero i più disparati. E non riguarderanno solo le aziende e il loro business, ma anche la vita di ognuno di noi. Una serie di studi e ricerche hanno individuato in una decina di settori quelli in cui il 5G avrà il maggior impatto: servizi finanziari, sicurezza, sanità, trasporti pubblici, media e intrattenimento, settore auto, agricoltura, vendita al dettaglio, manufactoring, energia e utilities.

Quando debutterà il 5G

L’Italia è tra i paesi europei più avanzati nella corsa e sperimentazione 5G. E il lancio ufficiale del 5G nel nostro Paese è previsto per il 2020. Questo nuovo standard di comunicazione, debutterà prima negli Stati Uniti. Poi in Giappone e infine sarà la volta dell’Italia, che è tra i paesi “più aggressivi” in Europa. I primi dispositivi a usufruire del 5G saranno gli smartphone, successivamente i PC, e dopo gli oggetti della rete (prepariamoci a dialogare con frigoriferi e lavatrici). Tuttavia, si stima che ci vorranno dai 3 ai 5 anni dal lancio perché il 5G arrivi nelle nostre case. Quindi per ora potete rimandare l’acquisto di una TV 8K.

Rubrica a cura di Massimo Marucci

L’autore di questo articolo

Massimo-Marucci

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma di Grafico Pubblicitario e uno di Perito Commerciale. Sogno una laurea in Sicurezza Informatica e sto studiando per ottenerla. Marito di Tiziana, padre di Francesca. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e (naturalmente) le tecnologie.
Scopri di più su di me

Gruppo Aura Press

Datacrazia – 11 Settembre 2018

 

Oggi, al Teatro Politeama di Palermo, si discute sui cambiamenti imposti dalle nuove tecnologie alle professioni intellettuali, per individuare percorsi di sopravvivenza delle categorie professionali che hanno costituito il pilastro delle conoscenze e delle competenze della società civile e democratica degli ultimi secoli.
L’evento “Datacrazia”, sponsorizzato da Gruppo Aura e Vodafone, è organizzato dagli ordini degli avvocati, ingegneri, commercialisti e medici, e annovera tra i relatori anche Antonio Di Berardino, Head of Sales canale SME per Vodafone Italia.

 

 
 
 
 
Gruppo Aura Press

Centralino tradizionale o centralino virtuale: tutto quello (o quasi) che c’è da sapere

30La scelta di un centralino telefonico per una piccola e media impresa può trasformarsi in una fonte di dubbi e incertezze. In questo post troverai utili indicazioni per evitare di sprecare risorse nell’acquisto di sistemi inadatti al tuo business.

 

Spesso accade, quando si è chiamati a compiere una scelta fra due precise e valide alternative – in questo caso l’acquisto di un centralino tradizionale o l’installazione di un centralino virtuale (quelli che parlano il tecnichese direbbero in Cloud) – di rimanere bloccati nell’incertezza, alla ricerca di una risposta altrettanto precisa e univoca ai propri dubbi. Mai sentito parlare del Paradosso di Buridano?
Entrambe i sistemi – centralino tradizionale e centralino virtuale – presentano vantaggi e svantaggi: in questo articolo vedremo quelli più comuni, senza entrare troppo nel tecnico, così da fornirti delle linee guida che potrai utilizzare per compiere una scelta consapevole (e per evitare di finire come l’asinello di Buridano), al di là dei messaggi di marketing che mirano a catturare la tua attenzione con lo scopo di promuovere un sistema piuttosto che un altro.

Intanto, prima di addentrarci nei dettagli delle due soluzioni, spendiamo qualche parola sulla situazione della Rete Fissa nel nostro Paese. In molti la davano per spacciata, superata dalla telefonia mobile, dalle e-mail, da Skype (e per i contratti privati, in parte, è anche così).
L’ex monopolista, Telecom Italia, negli ultima 4 anni ha perso quasi 3 milioni di accessi alla Rete Fissa, un milione di questi sono migrati verso altri operatori. Ma milioni di vecchie linee hanno lasciato il posto a nuovi servizi di fonia voce che sfruttano internet e il protocollo IP per funzionare (mai sentito parlare di VoIP?). Anche i titoli che puoi leggere proprio in questi giorni su alcune importanti testate giornalistiche on-line raccontano di questa profonda trasformazione in atto.

Insomma, la Rete Fissa, intesa come servizio telefonico tradizionale è in via di estinzione, ma le nuove linee che a milioni vengono attivate ogni anno, o trasformate in servizi più evoluti e performanti, ci dicono che, almeno presso le imprese, essa è più viva che mai.
Oggi dovrai forse prendere confidenza con termini come VoIP, VULA, Bitstream, NGA, ma queste sono solo sigle/acronimi che ci dicono con quale tecnologia il tuo operatore erogherà i servizi che già utilizzi quotidianamente. Ma la modalità tecnica sottostante le telecomunicazioni della tua azienda sono un aspetto che puoi anche permetterti di ignorare perché questa ha un impatto molto relativo sulle tue abitudini.

Ma bando alle ciance e analizziamo insieme i pro e contro che devi tenere in considerazione di fronte alla decisione di dotarti di un nuovo centralino, tradizionale o in Cloud.

Pro e contro di un Centralino tradizionale:

PRO

• Il centralino tradizionale ti dà la possibilità di avere un pieno controllo di tutte le sue funzioni. O meglio: tutta la gestione dell’infrastruttura telefonica è sotto il tuo controllo, ma certamente dovrai avvalerti dell’esperienza e delle capacità del manutentore che te l’ha installato;
• il centralino tradizionale consente una migliore integrazione con i CRM aziendali. Non che non si possa fare lo stesso con un centralino in Cloud, ma i sistemi offerti dai grossi provider sono pressoché chiusi e difficilmente integrabili con un gestionale aziendale;
• anche riguardo le Unified Communications, la gestione è semplificata con un centralino proprietario rispetto a un centralino in Cloud di Vodafone o altri big delle Telco;
• la gestione degli interni (un ampliamento, ad esempio) è più semplice e rapida con un centralino fisico di tua proprietà. Non hai la necessità di richiedere interventi a soggetti esterni;
• tutti i dati della struttura di un centralino tradizionale sono in mano al suo proprietario.

CONTRO

• i costi di manutenzione di un centralino tradizionale sono tutti a tuo carico;
• il centralino tradizionale e le parti che lo compongono, sono per natura soggetti al problema dell’obsolescenza, che il più delle volte si traduce in una difficoltà a reperire, in caso di guasti, i pezzi di ricambio;
• il centralino tradizionale ha mediamente dei costi di manutenzione superiori a un centralino in cloud perché, anche se non è obbligatorio, richiede il pagamento di un servizio esterno di assistenza annuale, senza il quale si rischierebbe di trovarsi in serie difficoltà.

Pro e contro di un Centralino in Cloud:

PRO

• Il centralino in Cloud ti solleva da ogni preoccupazione in merito alla sua manutenzione perché questa è completamente a carico dell’operatore che ti ha venduto il servizio;
• con un centralino in Cloud sei praticamente al sicuro da guasti e blackout grazie a sistemi di backup come quello messo un campo da Vodafone, ad esempio, che utilizza il 4G per garantire continuità di servizio;
• tutta la gestione delle funzioni di un centralino in Cloud avviene attraverso un’intuitiva pagina web. Ergo, puoi accedere ai servizi del tuo centralino in Cloud anche se ti trovi a 2.000 chilometri di distanza dal tuo ufficio: ti basta una connessione a internet;
• la gestione di un centralino in Cloud è enormemente semplificata rispetto a un centralino tradizionale;
• un centralino in Cloud è accessibile, in termini economici, anche alle piccole imprese e permette loro di offrire all’esterno un’immagine professionale tipica di aziende più grandi e strutturate;
• con un centralino in Cloud sei già proiettato verso il futuro della Rete Fissa italiana che, ormai è chiaro anche ai profani, sta rapidamente evolvendo verso centrali telefoniche Full IP.

CONTRO

• In un centralino in Cloud tutti i dati dell’infrastruttura telefonica sono in mano a un soggetto esterno all’azienda;
• un centralino in Cloud richiede mediamente una connessione a internet di buona qualità;
• con un centralino in Cloud fornito da un operatore telefonico hai minori possibilità di personalizzazione;
• con un centralino in Cloud fornito da un operatore telefonico sei vincolato all’uso delle linee telefoniche dell’operatore stesso.

In questo articolo non si fa menzione dei centralini IP né dei centralini virtuali (sistemi di gestione della rete telefonica installati sui server in casa dei clienti) perché sono soluzioni meno diffuse fra le piccole medie imprese, e affrontare l’argomento in modo approfondito ci porterebbe troppo lontani.
Non ho comunque la pretesa di aver esaurito l’argomento centralini con questo post. Quello su cui devi concentrarti, se chiamato a fare una scelta fra queste due soluzioni, è capire cosa è meglio per te, cosa è meglio per la tua azienda: avere il controllo di ogni singolo aspetto tecnico del tuo centralino, o lasciare che siano altri a farsi carico di queste incombenze, mentre tu pensi solo a concentrarti sul tuo business?
A te la scelta!

Rubrica a cura di Massimo Marucci

L’autore di questo articolo

Massimo-Marucci

Sono nato e vivo a Monza. Un diploma di Grafico Pubblicitario e uno di Perito Commerciale. Sogno una laurea in Sicurezza Informatica e sto studiando per ottenerla. Marito di Tiziana, padre di Francesca. Mi appassionano l’arte, la comunicazione e (naturalmente) le tecnologie.
Scopri di più su di me

Gruppo Aura Press

Il rapporto tra fisco e contribuenti nell’economia digitale: nuove sfide ed opportunità

Si è tenuto venerdì 1 giugno, all’Ortea Palace Luxury Hotel di Siracusa, il convegno “Il rapporto tra fisco e contribuenti nell’economia digitale: nuove sfide ed opportunità”, organizzato dal Gruppo Aura insieme all’Ordine dei Commercialisti di Siracusa.

Il tema principale affrontato è stato “nuove sfide ed opportunità nell’economia digitale”.

Il convegno ha visto la partecipazione dei vertici nazionali di Commercialisti, Agenzia Entrate e società di software, che si sono confrontati sulle principali novità apportate dai cambiamenti tecnologici sulla vita quotidiana di cittadini e imprese.
All’evento hanno partecipato anche Andrea Ragusa (CEO Gruppo Aura Srl) e di particolare rilievo è stato l’intervento di Fabio Peloso, Head of Marketing & Sales SME – Enterprise Division Vodafone, che ha trattato il tema “La necessità di un acceleratore nella trasformazione digitale: la vision di Vodafone”.

Iscriviti alla nostra Newsletter.
Non amiamo lo spamming ti invieremo solo i contenuti che possano essere di tuo interesse.

© 2020 Gruppo Aura S.r.l. Unipersonale - P.IVA 01553690890